Il Gruppo Ferretti combatte la crisi con il sostegno dei cinesi

Pubblicato il: 15 dic, 2011 - Tag:, ,
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La bandiera cinese sventolerà presto sugli yacht del gruppo Ferretti. Il gruppo cinese Shandong Heavy Industry Group diventerà infatti il socio di maggioranza del gruppo romagnolo (con cantieri anche nelle Marche, in Liguria e sul Lago d’Iseo) che ha accumulato un debito da 600 milioni.

L’obiettivo, però, è quello di non snaturare il marchio che è diventato un punto di riferimento della nautica di lusso: sarà mantenuta l’italianità, a cominciare dai cantieri, e Norberto Ferretti, il fondatore e presidente che diventerà socio di minoranza, rimarrà nella governance del gruppo con un ruolo di primo piano. Nei giorni scorsi è stato definito un preaccordo nel quale, in realtà, il gruppo Ferretti è solo una parte passiva. Shig ha di fatto “comprato” una parte consistente del debito dai principali creditori (alcune fra le più importanti banche d’Europa) che sarà trasformato in capitale sociale, diventando così il socio di maggioranza. A questo passaggio dovrebbe seguire un aumento di capitale di circa 180 milioni che saranno investiti nel gruppo per proseguire la produzione. In realtà Norberto Ferretti, presidente e fondatore del gruppo, nella trattativa ha avuto un ruolo tutt’altro che secondario: è stato direttamente coinvolto nella mediazione fra il gruppo cinese e i creditori e rimarrà, insieme all’attuale management di Ferretti, sia come azionista di minoranza sia con un ruolo che fonti vicine alla trattativa definiscono “di primo piano”.Continuerà ad essere lui, in qualche modo, il garante della qualità delle produzioni e dell”italianita” del marchio. Il preaccordo sancisce, di fatto, il passaggio di mano dello storico gruppo nautico alla società cinese.

Ciò che resta da definire sono gli esatti assetti societari (c’é la possibilità che qualche banca rimanga, con quote minoritarie nella compagine sociale) e, soprattutto, gli adempimenti previsti dal 182 bis, l’articolo della legge fallimentare che regola la ristrutturazione dei debiti.Sarà quindi necessaria l’omologazione da parte del tribunale.

Considerando che, praticamente, i creditori sono tutti d’accordo, non ci sarebbe che da aspettare i tempi tecnici nei quali eventuali parti che si sentono danneggiate dalla ristrutturazione potrebbero presentare un’opposizione. Ma che, alla luce del preaccordo e della statura dei player in campo, è tutto sommato improbabile. L’omologazione, e quindi il passaggio definitivo ed ufficiale del gruppo Ferretti sotto le insegne del dragone, potrebbe così avvenire nella prossima primavera. A quel punto potrebbe ripartire un piano industriale che, grazie anche all’aumento di capitale, assicuri un futuro al gruppo Ferretti. E agli oltre duemila operai che, tecnicamente, è difficile definire in crisi visto che gli ordini non mancano. Ma che ha visto traballare il proprio futuro perché sommerso dai debiti. (ANSA).

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